Andrea Felici: “Roma qualificata al 95%, ora bisogna battere il Benevento”

La Roma, dopo il 3-0 in campionato contro l’Udinese, si conferma anche nell’andata dei sedicesimi di finale di Europa League. Braga battuto 2-0 e qualificazione agli ottavi ad un passo. La formazione di Paulo Fonseca ora si rituffa in campionato dove un’eventuale vittoria col Benevento diventa fondamentale in vista dell’impegno contro il Milan della prossima settimana.

Andrea Felici, giornalista sportivo
Andrea Felici, giornalista sportivo e conduttore di Roma Time

“Per il salto di qualità bisogna vincere entrambe le gare”, parola di Andrea Felici, giornalista di Footballnews24 e conduttore di Roma Time, trasmissione prodotta dalla testata giornalistica romana, intervenuto come ogni settimana ai microfoni di Roma Time Magazine.

La Roma batte 2-0 lo Sporting Braga nella gara d’andata dei sedicesimi di finale di Europa League. Qualificazione archiviata?

“Qualificazione quasi archiviata, il 2-0 fuori casa è un ottimo risultato. Quasi archiviata perchè la Roma storicamente ci ha abituato a clamorose defiance. Dicidiamo archiviata al 90-95%“.

Nonostante qualche cambio di formazione, la Roma ha disputato una buona gara. Soddisfatto della prestazione della squadra di Paulo Fonseca?

“La partita della Roma è stata complessivamente positiva. Il gol nei primi minuti di gioco ha facilitato il compito dei giallorossi. Diawara ha svolto una buona gara, propiziando anche la rete dell’1-0. C’è da considerare poi che gli infortuni di Cristante e Ibanez hanno costretto Fonseca a cambiare assetto, giocando con una formazione completamente in emergenza”.

Edin Dzeko, attaccante della Roma

Una grande prova, frutto di un grande spirito di squadra, ha ribadito Paulo Fonseca al termine del match di Europa League. La Roma si riscopre unita e coesa nelle difficoltà?

Fonseca fa bene a dire certe cose, anche se la verità sta nel mezzo. La Roma è stata molto brava , nonostante le difficoltà, alcuni giocatori come Karsdordp e Spinazzola sono stati chiamati ad interpretare un ruolo non di propria competenza. C’è stato un adattamento importante, anche se di fronte avevi il Braga, una squadra che tatticamente non gioca sugli errori degli avversari. Probabilmente in Italia, anche magari contro una squadra come il Benevento, giocare in un certo modo avrebbe comportato maggiori difficoltà”.

Che cosa non l’ha soddisfatto della prestazione della Roma contro il Braga?

“E’ stata una partita in cui non è facile fare delle valutazioni, un unicuum. La Roma ha giocato una buona gara, è riuscita a sbloccare subito il match, ma ha perso per infortunio Cristante. Nella ripresa ha dovuto rinunciare anche ad Ibanez, ha gestito il vantaggio, non ha rischiato nulla, ma ha sfruttato la superiorità numerica trovando nel finale il 2-0. Meglio di così non si poteva fare”.

Al di là del gol dell’1-0, le è piaciuta la prestazione di Dzeko?

Dzeko ha fatto una buona prestazione, ha segnato un gol importantissimo, sbloccando la partita. Un gol più difficile che bello, Dzeko è stato molto bravo ad anticipare il difensore. Per il resto della gara ha retto il campo, ha giocato discretamente. Magari giocasse sempre così…”.

Le prestazioni di Villar, Spinazzola e Mkhitaryan non fanno più notizia. Il gol del 2-0 è il frutto di una straordinaria azione corale: è una Roma che cresce di partita in partita?

“E’ una squadra che sta crescendo, o meglio, che si sta conoscendo. Il gruppo squadra è un concetto che nella Roma pallottiana non esisteva perchè ogni anno la rosa veniva rivoluzionata. Quest’anno la Roma sta migliorando, perchè il gruppo fondante della rosa è rimasto, sono stati aggiunti Pedro e Kumbulla, ma l’ossatura è rimasta la stessa. Quando una squadra mantiene la stessa ossatura, soprattutto se è fatta di giovani di valore, crescono i giocatori e di conseguenza il rendimento della squadra. Villar ad esempio è cresciuto tantissimo, oramai è un titolare inamovibile, ieri Fonseca lo ha tenuto a riposo, ma appena entrato , ha dimostrato che non avrebbe avuto nessun problema nel confrontarsi con questa partita”.

Juventus-Roma

Ora però viene il bello, la Roma sarà ospite del Benevento nel posticipo domenicale di Serie A. La squadra di Inzaghi è riuscita a mettere in difficoltà diverse squadre di alta classifica, c’è qualcosa che teme di questa gara?

“E’ una partita insidiosa, il Benevento come gruppo è una squadra che ha creato difficoltà alle grandi, ma è anche vero che la Roma ha praticamente vinto quasi tutte le gare contro le piccole. Se la Roma vuole sperare di lottare per il vertice, deve assolutamente battere il Benevento perchè la prossima settimana poi affronterà il Milan e qualora dovesse fallire l’appuntamento precedente, risulterebbe inutile anche un eventuale successo contro i rossoneri. Per fare il salto di qualità la Roma deve iniziare a vincere contro le grandi, ma deve continuare a battere le piccole”.

Capitolo infortuni: contro il Benevento Fonseca dovrebbe fare a meno di Cristante, Ibanez, Smalling e Kumbulla. L’allenatore della Roma potrebbe rispolverare uno tra Fazio e Juan Jesus?

“Penso proprio di sì, Fonseca probabilmente è consapevole che alcuni esperimenti puoi permetterteli contro il Braga ma non in Italia. Se non riuscirà a recuperare nessuno, penso che  schiererà almeno uno tra Fazio e Juan Jesus“.

Contro lo Sporting Braga ha sorpreso la prova di Diawara. La Roma ha diversi diffidati, tra cui Villar e Veretout, pensa che Fonseca potrebbe schierarlo anche contro il Benevento, magari per evitare squalifiche pesanti contro il Milan?

La prova di Diawara contro il Braga non fa molto testo, la squadra portoghese ha giocato a viso aperto, si è schierata a specchio, ha pressato, ma ha permesso alla Roma di giocare. In Italia le partite sono profondamente diverse. Diawara è un giocatore con dei numeri importanti, ma sia con la Roma, sia in precedenza con la casacca del Napoli, ha faticato ad imporsi. E’ un playmaker, è un giocatore a cui si chiede di far la differenza, ma se non eccelli, non puoi giocare in una grande squadra”.

Diawara, centrocampista della Roma

Tra le dirette concorrenti della Roma per la lotta ad un piazzamento Champions ci sono anche Milan e Napoli. Entrambe le squadre hanno faticato in Europa League e stanno accusando un po’ il colpo in campionato: è il momento di approfittarne?

“Questo è un campionato che sta aspettando tutti, un campionato in cui non c’è un vero padrone, nessuna squadra è riuscita fin qui a far la differenza. La Roma ha steccato tutte le partite che ha giocato contro le grandi, ad eccezione dei pareggi contro Milan e Inter. In un campionato normale la Roma avrebbe già perso il treno, invece, proprio grazie a questa situazione di equilibrio, in caso di vittoria contro Benevento e Milan, per la Roma potrebbero aprirsi scenari inimmaginabili ad inizio stagione”.

Per quanto riguarda il mercato, il portiere dell’Udinese Juan Musso è stato accostato alla Roma nelle ultime settimane. Pau Lopez e Mirante potrebbero lasciare la Roma a fine stagione, pensa che la titolarità dell’estremo difensore spagnolo sia legata anche ad una questione di valorizzazione del cartellino per un eventuale cessione?

“Potrebbe essere un elemento, anche se Mirante improvvisamente è scomparso dai radar di Fonseca. Un dirigente mira a valorizzare il cartellino del calciatore fino ad un certo punto, mentre l’allenatore sceglie di far giocare quei giocatori che ritengono più funzionali, più in forma, in grado di dare un contributo importante a livello di prestazione. Stando alle ultime indiscrezioni, difficilmente la Roma rinnoverà il contratto di Mirante che andrà in scadenza a fine stagione. Mirante è un portiere che è arrivato tardi a Roma, probabilmente il Mirante di quattro anni fa non avrebbe avuto nessun problema a ritagliarsi un posto da titolare. Pau Lopez continua a giocare sia in campionato, sia in Europa League, evidentemente Fonseca ha fatto una scelta, motivata probabilmente da qualcosa che noi non sappiamo”.

Nel frattempo la Rivoluzione Friedkin procede spedita. Questa settimana si è rivelata decisiva per l’annuncio del nuovo sponsor tecnico (New Balance) e prossimamente potrebbe essere annunciato anche il nuovo responsabile del Marketing Van Den Doel“La Rivoluzione Friedkin continua anche se ci sono dei passaggi a vuoto che dovrebbero far riflettere. Ovviamente le problematiche ereditate dalla precedente proprietà hanno creato qualche difficoltà non solo a livello economico, ma anche di gestione e management. Non si può pretendere una rivoluzione dove un orologio che prima andava male, improvvisamente diventa un orologio in cui ogni ingranaggio gira perfettamente all’interno del meccanismo. Mi riferisco alla questione Dzeko dove secondo me la società ha fatto un errore perchè far integrare Dzeko dopo quello che è successo, è stata un’occasione mancata. Se Dzeko fosse rimasto in tribuna fino al termine della stagione, la Roma avrebbe dato un messaggio importante al gruppo e l’allenatore. Altra cosa che fa riflettere sarebbe il possibile reinserimento di Gombar, una delle figure responsabili dell’errore vergognoso dei cambi contro lo Spezia. L’ex Team Manager aveva le sue responsabilità e qualora dovesse essere riassunto si rischia di dare un’immagine sbagliata della Nuova Roma, che appartiene all’era pre-Friedkin“.

I Friedkin
Dan e Ryan Friedkin

Preoccupano invece le condizioni di Nicolò Zaniolo che non ha ancora ripreso a correre. La Roma potrebbe iniziare a farsi qualche domanda qualora non dovesse recuperare al meglio, considerando anche la gestione della vita privata del ragazzo?

“Sono molto preoccupato per la situazione di Zaniolo soprattutto dal punto di vista clinico. Il ragazzo sta rispettando la tabella di recupero, però sinceramente non ricordo un giocatore che a 20 anni aveva già rimediato la rottura del legamento crociato di entrambi i ginocchi. Bisogna vedere se la sua struttura fisica è in grado di resistere a questo tipo di infortuni. Altra aspetto che mi preoccupa, conoscendo l’ambiente Roma, riguarda la gestione della sua vita privata. Io ho l’impressione che possa commettere qualche ingenuità nel pubblicizzarla. Magari sarebbe normale farlo in altre zone, in altre latitudini, ma piaccia o non piaccia Roma è un ambiente particolare e la gestione della propria figura è fondamentale“.

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